Confimi Industria partecipa al Tavolo tematico “Autoimpiego, nuove imprese e formazione delle imprese” che si è riunito nell’ambito del convegno “Il Lavoro che Cambia”.

Articolo originale: Notizie||Comunicati Stampa

Domenico Galia, presidente di Confimi Industria Digitale e delegato all’Innovazione, accompagnato dall’Avv. Silvana Marcotulli, esperta in gestione della Proprietà Industriale, ha partecipato al Convegno “Il Lavoro che Cambia”, incentrato sulla profonda trasformazione del lavoroconnessa alla diffusione dell'automazione e della digitalizzazione, che si è svolto a Roma il 22 giugno presso il centro Congressi di Palazzo Rospigliosi.

Ad aprire il convegno il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, che ha evidenziato come il tema del cambiamento non possa essere risolto con “una ricetta, una risposta pronta”, ma con un “confronto e un dialogo aperto” per favorire il quale, il Ministero ha istituito anche con un forum online.

Il convegno ha previsto una sessione plenaria, moderata da Riccardo Staglianò, giornalista de La Repubblica, nella quale sono intervenuti:

Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione che, evidenziando che questa “quarta rivoluzione industriale” non ha le stesse caratteristiche delle precedenti e che necessita di un cambio di paradigma a 360°, in quanto cambierà il modo di produrre, di pensare, di istruirsi, di formarsi, di consumare ecc., sottolineando “il diritto soggettivo alla formazione continua” per tutto l’arco della vita dei lavoratori, e che il Sistema Paese, per affrontare questi profondi cambiamenti, dovrà adeguare i propri modelli didattici dell’apprendimento per fare acquisire nuove competenze, senza le quali non si costruirà l’economia e la società della conoscenza.

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, si è soffermato sulla necessità di superare la c.d. teoria del "mondo perfetto" invalsa dagli anni 90 in poi, secondo la quale innovazione tecnologica e globalizzazione sono concetti ontologicamente positivi e quindi non vanno governati ma lasciati sviluppare liberamente in modo che possano raggiungere in tempi brevi i loro risultati, affermando che tale visione ha prodotto logiche distorsive e creato un distacco tra le istituzioni ed i cittadini e che, sempre secondo la suddetta teoria, l'industria manifatturiera non sarebbe sopravvissuta nei paesi avanti i quali avrebbero visto svilupparsi solo i servizi, mentre nella realtà è avvenuto il contrario, ovvero che la tecnologia e le economie di scala hanno permesso di avere meno costi gravanti sul prodotto finito e che pertanto si sta assistendo al fenomeno del "reshoring".

Il Ministro ha evidenziato che bisogna far sì che il sistema disponga degli strumenti necessari per reagire proponendo tre pilastri fondamentali:

1) Incentivi e Finanziamenti – tramite il Piano nazionale Industria 4.0 – destinato alle imprese che investono (a settembre si valuteranno i primi risultati e si deciderà se estenderli temporalmente e/o modificarli ad esempio dare più risalto al software rispetto all’hardware);

2) Competenze – occorre spiegare, far comprende e attuare l’innovazione.(es. Competence Centre etc.);

3) Lavoro - anche a livello internazionale non è ancora chiaro quali saranno tutte le implicazioni e come cambieranno il welfare e i contratti di lavoro.

Questo tema sarà affrontato nel G7 Industria che si riunirà il prossimo settembre e, a tal proposito, si sta lavorando su un benchmarking a livello interno e internazionale, in particolare in merito a chi e come dovrà occuparsi della formazione continua (privati, imprese direttamente, istituzioni governative).

Susanna Camusso, Segretaria Generale della CGIL, ha sottolineato il fenomeno della “polarizzazione” del mercato del lavoro: da un parte gli occupati in lavori saltuari e occasionali (es. offerti e gestiti da piattaforme digitali) e, dall’altra, i lavoratori con contratti di lavoro a tempo pieno. Pertanto bisognerà immaginare un sistema di relazioni industriali non più basato sulla tipologia standard contrattuale (ossia i CCNL e le varie tipologie giuridiche in essi previste), anche se non si potrà prescindere dai diritti del lavoratori, ma bisognerebbe studiare una Carta dei Diritti dei Lavoratori applicabile a qualunque tipologia di lavoro.



Guy Ryder, Direttore Generale dell’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), ha sottolineato l’importanza del confronto con le parti sociali, auspicando il proseguimento del dialogo su questo tema e che il mercato globale è costituito da molteplici sfide e quindi occorre crescere a livello qualitativo e considerare il tema dell’inclusione, aggiungendo che la mobilità sociale è un fattore chiave per capire come si sta evolvendo lo sviluppo. Non esiste una soluzione unica per una crescita sostenibile e i lavoratori devono prendere atto che il cambiamento è già in atto e che occorre capirlo per viverlo senza ansia.



Giuliano Poletti ha ripreso i concetti già esposti nei precedenti interventi ribadendo la necessità di instaurare un nuovo sistema di relazioni industriali che abbandoni la dicotomia conflitto/contratto e che rivaluti l’impresa quale struttura sociale essenziale per la vita del Paese con la partecipazione del lavoratori che possano veder riconosciuta la loro creatività e impegno e che il tema dell’innovazione tecnologica potrà funzionare bene con una sinergia tra lavoro, istruzione e sviluppo economico, ribadendo come ogni cambiamento comporti rischi, ma anche tante opportunità.

In parallelo alla sessione plenaria si sono riuniti i quattro Tavoli tematici, e tra questi  quello “Autoimpiego, nuove imprese e formazione delle imprese” al quale ha partecipato per Confimi Domenico Galia il quale ha chiesto, per i temi trattati, uno sforzo particolare per sostenere e accompagnare al cambiamento la Piccola e Media Industria Manifatturiera.

Maggiori dettagli sull’evento sono disponibili al link: http://www.lavorochecambia.lavoro.gov.it

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2017-06-30T11:40:30+00:00 giugno 30th, 2017|News|0 Commenti

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